COMUNICATO UFFICIALE DEL 05/10/2010, DELLA 
BAU CLUB  COOPERATIVA SOCIALE ONLUS
IN RISPOSTA AL COMUNICATO DEL 15/09/2010 DELLA
ELLIOT SOCCORSO ONLUS
PUBBLICATO SUL LORO SITO UFFICIALE

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Siamo la Bau Club Società Cooperativa Sociale ONLUS,
la nostra cooperativa,  si è costituita nel marzo del 2008 per decisione di un gruppo di volontari, già da anni fortemente impegnati nel settore della lotta al randagismo, che operavano nel territorio di Settimo San Pietro e zone limitrofe.
E’ solo grazie al nostro contributo se in quegli anni Settimo si e' posto tra i comuni più attivi nella lotta al randagismo.
Dopo anni di attività non ufficializzata, abbiamo dunque deciso di realizzare un progetto comune, che avesse una forte valenza sociale.
Ci siamo quindi costituiti in cooperativa ONLUS e successivamente abbiamo stipulato una convenzione decennale con la Elliot Soccorso Onlus per l’utilizzo di una loro struttura, destinata a canile-rifugio, costruita nel territorio del Comune di Settimo San Pietro, dove coadiuvati da un gruppo di volontari, ci siamo subito adoperati per accogliere, cani randagi provenienti per gran parte dal territorio comunale stesso.
Su quasi tutti i cani accolti, è stato necessario effettuare interventi anche importanti di recupero psico-fisico, necessari per le condizioni precarie di salute in cui versavano al momento del ritrovamento.
Ma la cosa che ci preme più di tutte sottolineare, è che tutti noi, soci/e e volontari/e della cooperativa, abbiamo dovuto fare l’impossibile, per consentire ai nostri cani di sopravvivere dignitosamente.

Premesso ciò possiamo finalmente rispondere alla signora  Papagna, che negli anni di gestione della Bau Club e' venuta al rifugio 2 volte in tutto!
La Elliot Soccorso Onlus, afferma che al momento della realizzazione del rifugio la scelta per l’affidamento della gestione era ricaduta sul nostro “gruppo” perchè dava l’impressione di avere (citazione testuale) ”...la stessa attenzione per il mondo animale,  la stessa sensibilità verso il randagismo, la stessa affezione ma soprattutto lo stesso modo di interpretare l’amore per gli animali...”
che avevano loro.

Subito dopo, la stessa signora, precisa che (cito ancora testualmente) il “ Rifugio Elliot“ è stato realizzato per accogliere gli animali del canile di “Decimomannu”; questi ultimi però... e questo lo aggiungiamo noi per dovere di chiarezza... erano seguiti da anni e gestiti in tutto e per tutto da un gruppo di volontari di Decimo, recentemente costituitosi in associazione denominata “Amici di Bobo”.
E’ sorta spontanea in molti, la domanda del perchè all’epoca dei fatti, vista la “destinazione d’uso”, da loro dichiarata, dello stabile, la Elliot non abbia ravvisato in queste persone, le stesse “qualità animaliste” che ravvisava in NOI, tanto da decidere di affidare alla Bau Club la struttura e non a loro...ma questa è una domanda la cui risposta è facilmente deducibile dagli avvenimenti accaduti in seguito.

Dopo averci “affidato” la struttura nel mese di marzo del 2008,  ad agosto del 2009, ovvero un anno e mezzo dopo, iniziano ad arrivare  al rifugio i cani di Decimomannu ...con grande felicità della Elliot e anche nostra ...perchè ancora non immaginavamo quello che ci sarebbe successo!
Come già precedentemente dichiarato, è chiaro che nell’anno e mezzo di gestione del canile, precedente all’arrivo dei cani di Decimo, noi non siamo certo rimasti con le mani in mano, ma al contrario, abbiamo lavorato incessantemente per tener fede all’impegno preso con l’associazione che ci aveva affidato la struttura, con la comunità in cui la struttura era inserita e con noi stessi...ovvero l’impegno di perseguire in tutti i modi una seria campagna di lotta al randagismo.
Abbiamo salvato centinaia di cani dalle situazioni di abbandono e di maltrattamento più brutali, accogliendoli nella struttura, curando le loro ferite fisiche e psicologiche, aiutandoli a ritrovare la fiducia nell’uomo,  rieducandoli...e infine trovando loro una buona adozione.
Abbiamo promosso attività di sensibilizzazione nelle scuole...organizzato, in collaborazione con l’ENPA, numerose giornate  di microchippatura dei cani del territorio, attivato con personale qualificato (e seguito), corsi di formazione per educatori cinofili, partecipato a convegni ecc.... e tutto questo senza perdere MAI di vista il nostro principio più importante... QUELLO DELL’AMORE E DELLA TUTELA AD OLTRANZA DEGLI ANIMALI ABBANDONATI E MALTRATTATI!! 

Quello che la Elliot non dice, è che insieme ai cani di Decimo, sono arrivati anche i volontari di Decimo che li accudivano...e che questi, col benestare della Elliot stessa, hanno giustamente preteso di mantenere il controllo e la gestione TOTALE dei “loro” cani, inserendosi dunque a pieno regime anche nella gestione e sfruttamento degli spazi comuni e delle strutture...situazione dunque non facile da gestire senza il rispetto di linee organizzative comuni.
Noi avevamo dunque l’onere della responsabilità della gestione della struttura, ma non più il controllo della stessa, perchè l’altro gruppo rispondeva solo a se stesso e alla Elliot !!
Contemporaneamente una miriade di operai, muratori e altri “personaggi”, tutti chiamati a fare nuovi lavori per l’accoglimento dei “nuovi cani”, si aggiravano a vario titolo all’interno del rifugio, dettando legge su quello che si poteva o non si poteva fare, nonchè sul come e il quando utilizzare i vari spazi comuni.

Al momento dell’arrivo dei cani di Decimo, il canile ovviamente non era vuoto, ma c’erano circa una sessantina di nostri cani...che ancora non avevano trovato famiglia e tra questi ve ne erano alcuni con patologie importanti (come Isidoro!) e traumi vari (anche operati), che andavano accuditi in modo particolare preservandoli in ambienti chiusi e controllati, nonchè diversi cuccioli, trovati dalle volontarie, abbandonati con le loro mamme.

Nel tentativo di barcamenarci e di tutelare i nostri cani abbiamo ottenuto un finanziamento  Regionale per l’acquisto di attrezzature, per l’ammontare di € 18.000, utili all’allestimento di un ambulatorio,...attrezzature che sono state dunque regolarmente acquistate dalla nostra cooperativa, che sono NOSTRE e che la Elliot, ancora oggi, si rifiuta di restituirci!!

Ma oltre al finanziamento Regionale sopra citato, la Bau Club Società Cooperativa Sociale ONLUS non ha mai ricevuto finanziamenti di alcun tipo da nessun comune.

L’unico aiuto finanziario è quello che abbiamo ricevuto dall’ENPA, di Euro 3.000, spesi direttamente dalla stessa ENPA per pagare parte delle sterilizzazioni dei cani presenti al rifugio e specifichiamo : mai passati per le nostre mani.

Con i pochi fondi che ci arrivavano da donatori privati e con le risorse personali dei soci della cooperativa abbiamo acquistato :
- l’attrezzatura che serviva per i locali della cucina,
- tutte le cuccette per i nostri cani, da inserire nei box  (cucce che si rifiutano di riconsegnarci insieme ai pochi cani che escono dal rifugio),
- medicinali, antiparassitari, cibo per i cani, materiali di consumo e per la pulizia dei locali, gas per cucinare.
Abbiamo inoltre pagato, analisi cliniche, vaccinazioni, interventi ortopedici e visite specialistiche.

Con l’arrivo dei cani di Decimomannu l’atmosfera all’interno del rifugio è cambiata....operai che chiudevano con catena e lucchetto i nuovi box non utilizzati, l’uso degli spazi comuni, quali il paddock, limitato e insufficiente a far sgambare degnamente tutti i cani, nervosismo e urla (non nostre) perchè, a causa di questo, eravamo costretti a far sgambare alcuni cani che soffrivano particolarmente la reclusione nelle aree esterne al paddock...aveva dunque avuto inizio “la farsa” che ha portato poi alla nostra estromissione.
La signora Papagna sostiene che in quel periodo la Elliot avesse fatto diversi sopralluoghi al rifugio e che avesse riscontrato un “diverso trattamento discriminatorio verso gli animali di Decimo” ...questa affermazione, falsa e diffamatoria, non l’argomenta però in alcun modo, sottraendosi così, con grande scorrettezza, al contraddittorio!

La Elliot, afferma inoltre di avere anche le prove che i box, paddock, ambulatorio, spogliatoio, sala riunione   e diverse aree del rifugio erano tenuti in modo non congruo in quanto sporchi di escrementi e pipì di cane.... e per dimostrare tutto ciò, fa pubblicare sul sito della Elliot una serie di fotografie che ritraggono alcuni ambienti interni occupati da cuccioletti di pochi giorni che non potevano certo essere ospitati nei box insieme ai cani adulti... nonchè le fotografie della stanza occupata da Diana, un nostro cane che aveva appena subito un difficile intervento di ricostruzione della spalla e di quella occupata da Isidoro, un cane scampato all’inferno di S. Andrea e da noi accolto e curato…..
così come sono stati accolti e curati a nostre spese, quasi tutti i cani provenienti dallo stesso inferno.
Come sono arrivati al rifugio poi quei cani è una lunga storia, che molto presto avremo il piacere di raccontare nel dettaglio.....tanto per chiarire le cose con tutti!

Naturalmente quando abbiamo preso la decisione di tenere quelle creature all’interno del caseggiato, pensavamo che per la Elliot non ci fossero problemi, visto che ha sempre sostenuto che  al primo posto tra i suoi scopi statutari, dovesse esserci la tutela e la cura degli animali e che i randagi dovessero essere tutti uguali e tutti ugualmente meritevoli di essere “salvati”, “curati” e “accuditi”, ma evidentemente ci siamo sbagliati.

Dopo questa serie di spiacevoli avvenimenti finalmente abbiamo capito che evidentemente non abbiamo gli stessi scopi statutari, oppure che abbiamo una visione completamente diversa di come devono essere curati gli animali, visto che il famoso Isidoro ora vive in un box.

La Elliot, non paga di tutto ciò, fa pubblicare all’interno del suo comunicato, le foto dei box in cui erano tenuti i cani, quale esempio di incuria e quant’altro...e indovinate un po’? La foto della fila di box pieni di escrementi , ritrae i cani di Decimomannu e non i nostri...e noi su quei cani non abbiamo MAI avuto alcuna voce in capitolo!!!!!!
Pensate dunque a come sono stati fatti con cura, buona fede e cognizione di causa i loro controlli.....
INCOMMENTABILE!!!

Di contro...quasi a completare l’opera... come dimostrazione della bontà dell’attuale gestione, pubblicano una serie di foto del canile oggi e di cani che corrono felici ...e tra queste, notiamo increduli che hanno usato delle foto del rifugio di un anno e mezzo fa... due foto che ritraevano un posto pulito e pieno di verde e un cane felice che correva ...sempre lei...la nostra Diana, andata in adozione 1 anno e mezzo fa...quella per la quale ci siamo resi colpevoli di incuria degli ambienti interni!!!
Foto del rifugio ai “tempi della nostra gestione” spacciate per foto di oggi!!! Ops...allora il rifugio quando era gestito da noi non era il “merdaio” che hanno voluto far credere!!!!

Insomma per farla breve ci estromettono dal rifugio in questo modo e per queste ragioni con la formuletta :
“SONO  STATE DISATTESE  LE ASPETTATIVE  RISPETTO AL RAGGIUNGIMENTO DELLO SCOPO SOCIALE DELLA ELLIOT SOCCORSO ONLUS ED AI SUOI  PRINCIPI CARDINE”
...e quali sono i loro principi cardine e il loro scopo sociale?
Tenere un cane coi ferri che gli escono dalla spalla e dei cuccioli di pochi giorni dentro un box in cemento, completamente aperto e soggetto alle intemperie, è uno dei loro principi cardine?
Due cacche e due pipì che venivano quotidianamente pulite, erano un dramma così intollerabile per la Elliot?
Ma l’hanno mai visto come funziona un canile gestito da semplici volontari e non da gente stipendiata dalla “proprietà” e che vive li quasi  24 ore su 24?
I cani fanno cacca e pipì tutti i giorni e a tutte le ore ...e tutti i giorni vengono puliti e disinfettati, ma se tu le foto le scatti prima dell’ora delle pulizie fotografi cacca e pipì....se le scatti dopo, fotografi ambienti puliti...ma guarda un po’ che strana alchimia!!!
 
Insomma, il 1° marzo 2010, arriviamo al rifugio e troviamo catena e lucchetto...chiediamo comunque il permesso di entrare anche senza usare le strutture dello stabile, in modo da poter comunque continuare a seguire i nostri cani almeno per le terapie, i pasti, le cure e le adozioni  ...avremo portato tutto pronto da casa nostra...ma niente.....come se fossimo state le peggiori delinquenti del pianeta, ci viene negato l’accesso anche per pochi minuti ai box dei nostri cani, malgrado a metà febbraio, la presidente dell’associazione Elliot, dinanzi al sindaco di Settimo, Costantino Palmas, al presidente regionale dell’Enpa, Emanuele Deiana, al presidente della LIDA di Cagliari, Alessandra Gradi e noi, aveva garantito a tutti  che in qualsiasi modo andasse la vicenda, noi saremmo comunque potuti entrate tutti i giorni e negli orari da lei indicati.
 
La Elliot lamenta il fatto che non abbiamo lasciato tutta la documentazione di NOSTRA proprietà sui cani, li al rifugio, e che loro hanno dovuto fare chissà cosa per la tutela della loro salute.
Noi affermiamo invece che l’elenco delle terapie è stato lasciato, davanti a testimoni, e che loro comunque  non avevano alcun diritto di sottoporre i nostri cani ad esami e terapie che non fossero da noi autorizzate...e tanto meno avvalersi di altri professionisti che non fossero i nostri veterinari...che hanno sempre seguito quei cani per anni, e l’hanno fatto egregiamente, con estrema disponibilità e professionalità!!! Ma per far questo avrebbero dovuto consultarci  e tenerci aggiornate sul loro stato di salute e questo loro non volevano più farlo!!!

In questi lunghi 7 mesi di lontananza “forzata” dai NOSTRI cani, non ci è pervenuta una sola comunicazione sul loro stato di salute....NESSUNA!!!
Il 27 settembre, tramite il nostro avvocato, ci arriva la notizia del decesso di Baffo, avvenuto il 17 di settembre!!! DIECI GIORNI PRIMA!!!
Noi non sappiamo se quello che è stato fatto per lui, prima e dopo la diagnosi della sua patologia, è veramente “tutto quello che si poteva fare”...perchè nessuno ha avuto il senso civico di informarci tempestivamente della sua malattia e di consultarci in merito alla sua terapia... ne di chiedere in alcun modo il nostro intervento!!!
Non ci è stata data la possibilità di  “tentare di salvarlo”...neppure in considerazione del fatto che SIAMO STATE NOI A RACCOGLIERLO DALLA STRADA E AD ACCUDIRLO PER ANNI, RESTITUENDOGLI UNA SECONDA POSSIBILITA’ DI VITA!!!
Noi non sappiamo le cause della sua morte, perché la Elliot non ce le ha mai comunicate, e malgrado le numerosissime richieste fatte dal nostro avvocato e da noi, al veterinario che pare l’avesse in cura, a tutt’oggi siamo ancora all’oscuro delle cause reali della sua morte.
Non abbiamo neanche un documento che ci permetta di comunicare il suo decesso alla ASL, così come prevede la legge, ne tantomeno abbiamo un documento che prova lo smaltimento del suo povero corpicino.
Non possiamo capire tutto ciò ma invitiamo tutti a darvi una logica spiegazione che vada al di là di tribunali, di cause legali, di sentenze, di fatture e di quant’altro possa rendere l’animo umano così arido.

In ultimo la signora Papagna afferma (citazione testuale) “in questi  mesi ai nostri Amici non sono mancati cibo, cure veterinarie  ma soprattutto  non sono mancate attenzioni  e tanto amore, trattando tutti indistintamente in rispetto dei nostri principi” ...e noi la invitiamo dunque a vedersi le foto delle condizioni disumane in cui è uscito invece dal loro rifugio il nostro amato Baldo e il referto del veterinario delle condizioni di salute in cui è uscito, sempre da li, il nostro amato Nero....dopo mesi delle loro “amorevoli cure”!!!
Tutto documentato con foto e certificati medici... tanto per ricordare che le cose vanno dimostrate... e che non basta semplicemente dirle o scriverle!!!

Per dovere di cronaca sentiamo la necessità di precisare quanto segue.

- La signora Adelaide Serra, citata dalla signora Papagna, non ci rappresentava al momento dell’estromissione e non ci rappresenta ora, visto che ha presentato le proprie dimissioni sia da vice presidente, sia da socia della Bau Club, il 22 di febbraio 2010 e comunque non aveva più rapporti con noi ormai da tempo!!!

-Qualsiasi spiegazione abbia mai chiesto la Elliot, gli è sempre stata data, i rapporti non sono mai stati formali ma anzi molto cordiali fino ad alcuni giorni prima della nostra estromissione.

-Di qualsiasi chiarimento avesse avuto bisogno la Elliot, avrebbe dovuto chiederlo al nostro “legale rappresentante”, al nostro Presidente in carica ...la Signora Elena Pisu.

- Le foto 1/4//5, dimostrano che abbiamo tenuto, giustamente,  Diana all’interno della struttura.

- Le foto 2/3/6/7/9/10, dimostrano che abbiamo tenuto dei cani convalescenti, da poco operati, giustamente, all’interno dell’ambulatorio.

- La foto 8, dimostra che abbiamo tenuto, giustamente,  Bianca e Isidoro dentro un’ampia sala per proteggere la loro pelle dal sole, visto che di peli non ne avevano più.

- Le foto 11 e 12 non ci appartengono visto che nessuna di noi ha scritto quei biglietti ed ha messo cani in bagno e sfidiamo chiunque a fare una perizia calligrafa in modo tale da scoprire chi ha organizzato il tutto.

- Le foto degli esterni non le commentiamo : noi non avevamo ne tempo ne soldi per pensare ai fiorellini.

- La foto 15, forse qualcuno non lo sa, rappresenta un pozzetto posizionato tra il box ed il canale di scolo dei liquami, in cui sono inseriti dei cavi elettrici. Qualcuno ci spiega cosa ci sta a fare una cosa del genere in un punto dove necessariamente devono passare le acque di lavaggio dei box?

- La foto 16 (il singolo box con un paio di cacche sul pavimento) è dei nostri cani che, ebbene si… fanno la cacca fortunatamente tutti i giorni.

- La foto 17 (la fila di box pieni di escrementi) non ci appartiene, nel senso che quelli non sono i nostri cani e perciò neanche la loro cacca è un nostro problema... ma siamo lieti di affermare che anche i cani di Decimomannu (perchè di quei cani si tratta) fanno la cacca e fortunatamente anche loro tutti i giorni!

- Per quanto riguarda tutte le altre foto pubblicate, chiediamo alla Elliot di evitare cortesemente di pubblicare foto che non dimostrano nessuna realtà, ad esempio perché vi ostinate a pubblicare la foto di Diana come se fosse un cane ancora oggi al rifugio? Diana è stata data in adozione almeno 18 mesi fa, dopo un pesante intervento chirurgico e dopo che ci avevate fatto i vostri complimenti per il lavoro di recupero e di assistenza da noi svolto durante la sua degenza.

Per concludere dunque la situazione attuale è questa... i nostri cani sono ancora rinchiusi la dentro perchè noi non abbiamo ancora un posto pronto e idoneo ad ospitarli, ...la Elliot emette mensilmente, a nostro carico, fatture elevatissime per il loro mantenimento e contemporaneamente ci impedisce di vederli e di provvedere personalmente alle loro cure.
Le loro adozioni sono quasi completamente bloccate perchè non ci è concesso entrare al rifugio neppure per espletare questa nobile funzione...e ultimamente si sono pure permessi di negare un’ottima adozione ad un cane molto sfortunato, Raul , rifiutandosi di riconsegnarcelo...

Malgrado ciò il mantenimento di Raul è stato puntualmente fatturato!!

Un ultima precisazione...la causa legale l’abbiamo chiesta e voluta noi proprio perchè certi di essere dalla parte del giusto e se non l’abbiamo vinta (c’è un ricorso in atto) è solo perchè eravamo troppo impegnati a lavorare per i cani piuttosto che a perdere tempo a scrivere “relazioncine” per gratificare gli umani... pensavamo avreste capito la mole dell’impegno e che bastasse la dimostrazione pratica dei risultati, la rendicontazione verbale o via mail e il rapporto di fiducia tra le parti (perchè noi di voi ci fidavamo!).
Cavilli burocratici considerati inadempienze... e poichè il contratto prevedeva la possibilità di rescissione in caso di inadempienza... eccoci fuori !!!

Grazie per l’attenzione.

La Bau Club Società Cooperativa Sociale ONLUS

 

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